A Roma la Corte di Cassazione ha stabilito che nei casi di violenza di gruppo, il giudice può ricorrere a misure cautelari diverse dal collocare la custodia in carcere dell'imputato.
In occasione di una disposizione del Tribunale del riesame di Roma, che aveva confermato il carcere per due giovani accusati di violenza sessuale di gruppo nei confronti di una ragazza la Cassazione ha rinviato il fascicolo allo stesso giudice affinchè faccia una nuova valutazione, tenendo conto della nuova sentenza n. 265 del 2010 della Corte Costituzionale.
Infatti secondo la Corte Costituzionale, la norma (che aveva approvato il Parlamento secondo la quale per delitti di violenza sessuale e di atti sessuali con minorenni il giudice non poteva applicare misure cautelari diverse dal carcere ) è in contrasto con gli articoli 3 (uguaglianza davanti alla legge), 13 (libertà personale) e 27 (funzione della pena) della Costituzione.
Per questo la Consulta ha detto sì alle alternative al carcere "nell'ipotesi in cui siano acquisiti elementi specifici, in relazione al caso concreto, dai quali risulti che le esigenze cautelari possono essere soddisfate con altre misure".
E la stessa norma valida per i reati di violenza sessuale e atti sessuali su minorenni è applicabile anche alla violenza sessuale di gruppo, dato che questo "presenta caratteristiche essenziali non difformi" dagli altri due reati.
Le reazioni.
Alessandra Mussolini del Pdl : "E' aberrante applicare misure alternative al carcere per lo stupro di gruppo. La Cassazione ha lanciato una bomba ad orologeria pronta ad esplodere e a depotenziare tale grave reato. Una donna che vede negato il carcere per i suoi carnefici subisce una seconda violenza".
Mara Caefagna del Pdl : "Una sentenza impossibile da condividere, contro le donne, che manda un messaggio sbagliato. Le aggravanti per i reati di violenza sessuale furono introdotte proprio per evitare lo scempio della condanna senza un giorno di carcere per chi commette un reato grave come questo".
Per Barbara Pollastrini del Pd la sentenza è "lacerante".
Donata Lenzi del Pd reputa la sentenza “un'ulteriore spinta al silenzio per le donne che subiscono violenza".
Il coordinamento internazionale delle associazioni per la tutela dei diritti dei minori : "Questa sentenza maschilista non fa onore all'Italia. E' un invito a continuare la violenza sulle donne"
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